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Spesso a Spasso

  • Immagine del redattoreFugainFamiglia

La Torbiera di Bedrina


Questa mattina i miei ricordi di Facebook mi hanno regalato la voglia di tornare in un posto speciale. Si tratta della torbiera della Bedrina. È molto vicino a casa nostra per cui non abbiamo difficoltà ad organizzarci e, su richiesta dei bambini o per organizzare una mezza giornata libera, è semplice: si parte! La torbiera Le torbiere sono ambienti umidi nei quali i vegetali morti non si decompongono ma piuttosto si accumulano nel corso dei secoli sotto forma di torba. Gli strati inferiori del suolo, che alla Bedrina si trovano oltre 3 m sotto la superficie, risalgono a oltre 10’000 anni fa! Le torbiere si rivelano essere quindi incredibili archivi naturali: rappresentano infatti uno scrigno di informazioni senza pari in Ticino che permette di studiare l’evoluzione della vegetazione dal periodo post glaciale. Perché “della Bedrina”? In dialetto della regione “bèdra” significa betulla, infatti osservandoci attorno ci accorgiamo di trovarci immersi in boschi di betulle (ma anche di conifere e da prati). Sentiero della Bedrina





Si trova poco prima di raggiungere il paese di Dalpe, a circa 1200 msm. A dipendenza dalla vostra provenienza occorre uscire dall’autostrada ad Ambrì (se arrivate da Nord) oppure a Faido (nel caso arrivaste invece da sud), raggiungere Rodi, svoltare in direzione di Dalpe, attraversare il nucleo di Prato Leventina e dopo qualche curva si raggiunge un posteggio sterrato dove è possibile lasciare le auto. Un segno di riconoscimento che permette di assicurarvi che siete arrivati è un masso, situato sulla sinistra della strada, con indicato il nome Dalpe. Il sentiero inizia proprio da qui, dal masso. Troverete alcuni cartelli indicanti la direzione e in men che non si dica sarete immersi in un meraviglioso bosco. All’inizio vi è una breve salita, dopodiché il sentiero si farà più pianeggiante e in breve tempo raggiungerete la torbiera della Bedrina. Attenzione: non entrare nella zona umida per tutelare la torbiera! Poco più avanti troverete lungo il sentiero delle strane casette… appoggiate agli alberi, nascoste qua e là, poiché i bambini (ma non solo) si divertono a costruire delle casette per gli gnomi! Facile vederne numerose e spesso sempre diverse perché chi arriva può contribuire, aggiungere, modificare, ricreare. Noi amiamo fermarci a fare un piccolo spuntino, leggere una storia o giocare a nascondino in questo luogo magico! Attenzione alle radici, si narra che in quella radura giaccia ancora un pezzo di labbro di Emanuele…!

Si può decidere di proseguire lungo il sentiero e si arriverà ad un punto panoramico che permette di osservare la media Leventina dall’alto: ci troviamo sul Monte Piottino.

Si ridiscende attraversando il bosco e ad un tratto, verso la fine, si incontra un breve ma piacevole percorso sensoriale: non esitate quindi a togliervi le scarpe e assaporare le sensazioni che il terreno vi regala. Siete capaci di svolgerlo ad occhi chiusi? Emanuele ed Eleonora amano fare questo gioco!



Per informazione: quest’area protetta assume un ruolo didattico importante e fa parte di un sentiero didattico più ampio, il percorso del Monte Piottino. Sul sito ufficiale www.percorsopiottino.ch viene descritto l’intero percorso (6 km), offrendo 15 postazioni di osservazione e informazione per scoprire le bellezze della natura, approfondire aspetti socio culturali e riflettere sulla storia di questi luoghi. Sono previste diverse attività da svolgere durante il percorso e potrete scegliere quante e quali tappe affrontare a dipendenza della resistenza dei vostri figli!




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